Cosa valutare per scegliere i cavi audio Hi-fi: considerazioni, prodotti, consigli

Facciamo un esempio ipotizzando il caso in cui ti trovi ad aver scoperto da poco tempo il mondo dell’Hi-Fi Audio e ne sei rimasto molto incuriosito per la grande varietà di informazioni che a primo impatto ti sembrano alquanto difficili da distinguere tra rilevanti e inutili.

Infatti il discorso non è affatto cosi facile da affrontare, ma per certi versi non è poi neanche così complicato. Per cercare dunque di fare un po’ di chiarezza e aiutarti nel processo di scelta del cavo hifi che hai intenzione di comprare, riteniamo giusto partire dal presupposto che i componenti separati che solitamente costituiscono l’ossatura della stragrande maggioranza degli impianti Hi-Fi sono sostanzialmente tre:

  1. sorgente;
  2. amplificatore;
  3. diffusori acustici.
Questi tre elementi devono essere sempre collegati tra loro con gli appositi supporti di valore direttamente proporzionali, in modo tale da essere sicuri di ottenere delle prestazioni ottimizzate dal punto di vista sonoro.

Questo per il semplice motivo per il quale un cavo non adeguato andrebbe a causare delle interferenze di funzionamento all’interno dell’impianto, mentre uno eccessivamente prestante potrebbe non essere dannoso ma piuttosto inutile a livello di ascolto. Il focus e il fattore da analizzare maggiormente quindi è il cablaggio di elettroniche audio, motivo per il quale nei prossimi paragrafi andremo a vedere come comportarsi in fase di acquisto di un cavo hifi audio, analizzando quali sono i fattori da valutare con maggior attenzione in modo da essere sicuri di scegliere il cavo Hi-Fi giusto per il proprio impianto.

Quali sono le tipologie di cavi Hi-Fi presenti sul mercato

Prima ancora di focalizzarsi e cercare di capire quanto sia necessario spendere per scegliere il cavo Hi-Fi più adatto a noi e alle nostre esigenze, dobbiamo cercare di approfondire la nostra conoscenza su quelli che sono i cavi Hi-Fi che ci servono. Questo processo di analisi dipende fortemente dalla struttura dello stesso impianto che abbiamo a disposizione, ragion per cui bisogna essere sicuri di che tipo di sorgente è dotato, se si tratta dunque di un PC… un giradischi, oppure semplicemente se c’è un subwoofer.

Tuttavia le grandi categorie dei cavi hifi possono sostanzialmente essere ridotte ad un numero di tre:

  • Segnale.
  • Potenza.
  • Alimentazione.

La prima categoria sopracitata possiamo dire che rappresenta il gruppo più vario rispetto agli altri due, al punto tale che può essere ulteriormente suddivisa in altre due sottocategorie:

  1. cavi di segnale analogico;
  2. cavi di segnale digitale.

In ogni caso, i cavi di segnale hanno sempre e comunque lo scopro di riuscire a spostare il segnale da un dispositivo ad un altro. Facendo riferimento invece ai cavi analogici possiamo distinguere tranquillamente  quelli:

  1. RCA: il quale viene spesso e volentieri adoperato per trasportare un segnale con collegamento RCA in modalità Stereo (Destro/Sinistro).
  2. XLR: rappresenta la versione bilanciata necessaria per far si che avvenga il collegamento tra due elettroniche che hanno entrata e uscita XLR.
  3. Phono: per giradischi, rappresentano una sorta di variante dei cavi di segnale RCA necessaria per la riproduzione su vinile, e si tratta di fatto di una delle poche tecniche ancora interamente analogica che si possono trovare in commercio.
  4. Subwoofer: sono dei cavi di segnale monofonici i quali a loro volta sono stati progettati in modo tale da riuscire ad esaltare la riproduzione delle basse frequenze dei subwoofer attivi.
  5. Jack 3.5: l’ultimo modello ma non per importanza, è fondamentale per trovare un modo di collegare i vari apparecchi stereofonici ad Alta Fedeltà, con una connessione Jack da 3,5 mm, 6,3 mm e Jack-RCA.

I cavi di segnale digitali, a differenza di quelli citati precedentemente, sono di quattro tipologie principali, le quali includono:

  1. Coassiali: che hanno il preciso compito di trasportare il segnale audio digitale a 75 Ohm prima che venga convertito in analogico e successivamente amplificato.
  2. USB: supportano una delle connessioni più diffuse al mondo.
  3. Ottici: si tratta di un tipo di cavo sempre più in disuso
  4. AES/EBU: dispone di un tipo di connessione molto performante, ma allo stesso tempo poco diffusa.

Come scegliere il cavo giusto per il proprio impianto Hi-Fi

Scegliere il cavo Hi-Fi giusto per il proprio impianto non è affatto una cosa che richiede un processo di scelta immediato, in quanto come detto nei precedenti paragrafi le variabili e le componenti sono veramente da analizzare numerose, motivo per cui quello che dal nostro punto di vista viene ritenuto più corretto e funzionale è cercare delle alternative che permettano all’utente di disporre della possibilità di riuscire a sperimentare ed effettuare tutti i test opportuni nel proprio ambiente d’ascolto.

La scelta dei materiali: quanto influisce?

I cavi HiFi sono dei prodotti che  terminano con degli appositi spinotti conosciuti da tutti anche come RCA i quali, a seconda del livello di costruzione e dei materiali utilizzati dai brand durante la produzione, garantiscono connessioni più o meno affidabili.

Solitamente, un consiglio utile da seguire è quello di evitare dalle soluzioni inerenti alla fascia di prodotti eccessivamente economici in quanto i cavi realizzati in materiali più resistenti come ad esempio l’alluminio sono dei prodotti che si sono dimostrati nel corso degli anni più affidabili in termini di durata, qualità e utilizzo.

Amante del web writing e del significato più puro di informazione.

Mi piace scrivere articoli in grado di fornire il maggior numero di risposte al lettore, alimentandone la conoscenza e la consapevolezza.

Con l’illimitata varietà del mercato odierno, la capacità di scelta assume un ruolo fondamentale, aiutare a potenziarla fa parte del mio lavoro.

Back to top
menu
cavihifiaudio.it